Nella maggior parte delle discussioni liberali sulle recenti
uccisioni di neri disarmati da parte della polizia c’è l’idea implicita
che la polizia debba proteggere e servire la popolazione. Ciò è,
dopotutto, ciò per cui è stata creata. Se soltanto si potessero
ristabilire relazioni normali, oneste tra la polizia e la comunità, il
problema potrebbe essere risolto. I poveri, in generale, sono più
soggetti di ogni altro a essere vittime della criminalità, questo è il
ragionamento, e perciò si trovano in una situazione di maggior bisogno,
rispetto a chiunque altro, della protezione della polizia. Forse ci sono
poche mele marce, ma se soltanto la polizia non fosse così razzista, o
non attuasse politiche quali quella dei fermi e delle perquisizioni, o
non avesse tanta paura dei neri o sparasse meno contro persone
disarmate, potrebbe rendere l’utile servizio di cui tutti abbiamo
bisogno.
Questo modo liberale di considerare il problema si basa
su un malinteso a proposito delle origini della polizia e di quali siano
i fini per cui è stata creata. La polizia non è stata creata per
proteggere e servire la popolazione. Non è stata creata per impedire i
crimini, almeno non nel senso inteso dalla maggior parte delle persone. E
certamente non è stata creata per promuovere la giustizia. E’ stata
creata per proteggere dalla minaccia posta dal frutto di tale sistema,
la classe operaia, la nuova forma del capitalismo del lavoro salariato
emersa dalla metà alla fine del diciannovesimo secolo.
Questo è un modo rude di affermare una verità piena di sfumature, ma a volte le sfumature servono solo a confondere.
Prima del diciannovesimo secolo non c’erano, in nessuna parte del
mondo, forze di polizia che riconosceremmo per tali. Nel nord degli
Stati Uniti c’era un sistema di poliziotti e sceriffi eletti, molto più
responsabili, in modo molto diretto, nei confronti della popolazione di
quanto lo sia la polizia odierna. Al sud la cosa più simile a una forza
di polizia erano i guardiani di schiavi. Poi, col crescere delle città
settentrionali e il loro riempirsi di lavoratori salariati immigrati,
separati fisicamente e socialmente dalla classe dominante, l’élite ricca
che gestiva le varie amministrazioni comunali assunse centinaia, e poi
migliaia, di uomini armati per imporre l’ordine nei nuovi quartieri
della classe operaia.
Conflitti di classe turbarono città
statunitensi della fine del diciannovesimo secolo, come Chicago che
visse grandi scioperi e rivolte nel 1867, 1877, 1886 e 1894. In ciascuna
di queste sollevazioni la polizia attaccò i dimostranti con estrema
violenza, anche se nel 1877 e nel 1894 fu l’esercito statunitense a
svolgere un ruolo maggiore nel reprimere definitivamente la classe
operaia. Sulla scia di questi movimenti la polizia si presentò sempre
più come una sottile linea blu [thin blue line – espressione colloquiale
per indicare le forze dell’ordine – n.d.t.] a protezione della civiltà,
intesa come civiltà borghese, dal disordine della classe operaia.
Questa ideologia dell’ordine, sviluppatasi alla fine del diciannovesimo
secolo, echeggia sino ai giorni nostri, salvo che oggi la minaccia
principale è costituita dai poveri neri e latinoamericani, anziché dai
lavoratori immigrati.
Naturalmente la classe dominante non
ottenne tutto ciò che voleva e dovette cedere su molti punti agli
immigrati che cercava di controllare. E’ per questo, ad esempio, che le
amministrazioni comunali abbandonarono il tentativo di vietare l’alcool
la domenica e assunsero molti agenti di polizia immigrati, specialmente
irlandesi. Ma nonostante queste concessioni, gli uomini d’affari si
organizzarono per garantirsi che la polizia fosse sempre più isolata dal
controllo democratico e crearono proprie gerarchie, sistemi di governo e
regole di comportamento. La polizia si distinse sempre più dalla
popolazione indossando uniformi, stabilendo regole proprie per le
assunzioni, le promozioni e i licenziamenti e lavorando alla creazione
di uno spirito unico di corpo, identificandosi con l’ordine. E
nonostante le denunce di corruzione e inefficienza, ottenne un sostegno
sempre maggiore dalla classe dominante, fino al punto che, per esempio, a
Chicago gli uomini d’affari donarono di tasca propria fondi per
acquistare fucili, artiglieria, mitragliatrici a canne rotanti, edifici e
denaro per creare fondi pensione per la polizia.
Non c’è mai
stato un periodo in cui la polizia delle grandi città abbia fatto valere
neutralmente “la legge” o sia arrivata in prossimità di tale ideale
(quanto a questo, la legge stessa non è mai stata neutrale). Per tutto
il diciannovesimo secolo al nord arrestava prevalentemente le persone
per “crimini” mal definiti, come comportamento molesto e vagabondaggio.
Ciò significava che la polizia poteva arrestare chiunque considerasse
una minaccia all’”ordine”. Nel sud post-bellico imponeva la supremazia
bianca e in larga misura arrestava i neri su accuse inventate per
alimentare i sistemi di lavoro coatto.
La violenza messa in atto
dalla polizia e la sua separazione morale da quelli che sorvegliava non
furono la conseguenza della brutalità di singoli agenti bensì la
conseguenza di attente politiche intese a plasmare la polizia in una
forza che poteva usare la violenza per gestire i problemi sociali che
accompagnavano lo sviluppo dell’economia del lavoro salariato. Ad
esempio nella breve e dura depressione della metà degli anni ’80 del
1800 Chicago era piena di prostitute che lavoravano in strada. Molti
poliziotti riconoscevano che queste prostitute erano in generale donne
impoverite che cercavano un modo per sopravvivere e agli inizi ne
tollerarono il comportamento. Ma la gerarchia della polizia insisteva
che gli uomini di pattuglia facessero il loro dovere, indipendentemente
dai loro sentimenti, e arrestassero queste donne, infliggessero multe e
le cacciassero dalle strade mandandole nei bordelli, dove potevano
essere ignorate da alcuni membri dell’élite e controllate da altri.
Analogamente, nel 1885, quando Chicago cominciò a sperimentare un’ondata
di scioperi, alcuni poliziotti simpatizzarono con gli scioperanti. Ma
una volta che la gerarchia poliziesca e il sindaco decisero di
sconfiggere gli scioperi, i poliziotti che si rifiutarono di rispettare
gli ordini furono licenziati. In questo e in un migliaio di modi simili
la polizia fu plasmata in una forza che avrebbe imposto l’ordine alla
classe operaia e ai poveri, quali che fossero i sentimenti singoli degli
agenti coinvolti.
Anche se alcuni agenti di pattuglia cercavano
di essere gentili e altri erano apertamente brutali, la violenza
poliziesca degli anni ’80 del 1800 non fu una questione di poche mele
marce, né lo è ora.
Molto è cambiato dalla creazione della
polizia: in misura più importante, l’afflusso dei neri nelle città
settentrionali, il movimento dei neri della metà del ventesimo secolo e
la creazione dell’attuale sistema d’incarcerazione di massa, in parte
come reazione a tale movimento. Ma questi cambiamenti non hanno
determinato una svolta fondamentale nell’attività di controllo. Hanno
condotto a nuove politiche mirate a preservare continuità fondamentali.
La polizia è stata creata per usare la violenza per conciliare la
democrazia elettorale con il capitalismo industriale. Oggi è solo una
parte del sistema della “giustizia penale” che continua a svolgere lo
stesso ruolo. Il suo compito fondamentale consiste nell’imporre l’ordine
a quelli che hanno ragioni maggiori per non sopportare il sistema,
quelli che nella nostra società sono in misura sproporzionata neri
poveri.
E’ possibile immaginare un sistema democratico di
polizia, un sistema in cui i poliziotti siano eletti da quelli che
controllano e siano tenuti a rispondere loro. Ma non è questo il sistema
che abbiamo. E non è per questo che il sistema attuale è stato creato.
Se c’è una lezione positiva da ricavare dalla storia delle origini
della polizia è che quando i lavoratori si sono organizzati, quando
hanno rifiutato di sottomettersi o di collaborare e hanno causato
problemi alle amministrazioni cittadine, hanno potuto far retrocedere la
polizia dalle sue attività più insopportabili. Uccidere singoli agenti
di polizia, come successe a Chicago il 3 maggio 1886 e più recentemente a
New York il 20 dicembre 2014, ha solo reso più forti quelli che
sollecitano una repressione dura, una reazione che già stiamo
cominciando a costatare. Ma la resistenza su grande scala potrebbe
costringere la polizia a esitare. Questo successe a Chicago nei primi
anni ’80 del 1800, quando la polizia si ritirò dal reprimere gli
scioperi, assunse agenti immigrati e cercò di ripristinare una certa
credibilità presso la classe operaia dopo il suo ruolo nella repressione
della ribellione del 1877.
La polizia potrebbe essere respinta
di nuovo se continuasse la reazione alle uccisioni di Eric Garner,
Michael Brown, Tamir Rice e innumerevoli altri. Se così fosse, sarebbe
una vittoria di quelli che oggi si mobilitano e salverebbe delle vite,
anche se, fintanto che sopravvivrà questo sistema che necessita della
violenza poliziesca per controllare una grande fetta della propria
popolazione, qualsiasi cambiamento nella politica poliziesca sarà mirato
a tenere più efficacemente al loro posto i poveri.
Non dovremmo
attenderci che la polizia sia qualcosa che non è. Da storici dovremmo
sapere che le origini contano e la polizia fu creata dalla classe
dominante per controllare i lavoratori e i poveri, non per aiutarli. Da
allora ha continuato a svolgere tale ruolo.